Oro verde. C'era una volta in Colombia

ORO VERDE 7

Titolo originale: Birds of Passage

Alla fine degli anni Sessanta in Colombia nella regione settentrionale abitata dagli indiani Wayuu, che ancora vivono di pastorizia e coltivazione della terra, l’ambizioso Rapayet sposa la giovane Zaida. In poco tempo, il ragazzo convince delle proprie capacità imprenditoriali i capiclan e avvia un fiorente commercio di marijuana verso gli stati Uniti alleandosi per interesse con una famiglia rivale. La ricchezza derivante dal narcotraffico modifica radicalmente lo stile di vita della comunità di Rapayet e conduce nel corso degli anni Settanta a uno scontro fratricida con gli alleati, che verrà combattuto cercando di rispettare usi e tradizioni di un mondo in via di estinzione. Un film antropologico che si trasforma inaspettatamente in un gangster movie seguendo la disgregazione di un popolo nel passaggio da un’economia arcaica a una di tipo capitalistico. “30 capre, 20 mucche, 5 collane e 2 muli” è la dote pagata da Rapayet per sposare Zaida all’inizio del film. Negli anni ’60 del ‘900, un popolo che ha saputo difendersi contro i pirati, gli inglesi, gli spagnoli e i governi preserva ancora intatta la sua natura fuori dal tempo. Come nel precedente, bellissimo El abrazo de la serpiente, Ciro Guerra lavora da antropologo, riprendendo con sguardo documentaristico il rituale di corteggiamento dei Wayuu e indagando le dinamiche interne a una comunità. Ma laddove non ha potuto la Storia, possono il denaro e l’economia del mercato: i soldi ricavati dal narcotraffico verso il Nord America mutano nel giro di pochi anni la geografia umana e sociale della famiglia di Rapayet. I muli sono sostituiti dalle jeep, i coltellacci dalle pistole, un raggruppamento di capanne da un fortino blindato, e il film stesso si trasforma in un gangster movie sull’ascesa e la caduta di un narcotrafficante

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