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Jason Holliday, giovane uomo di colore, gay e alcolizzato, si racconta davanti alla macchina da presa in un monologo inarrestabile

Jason Holliday, giovane uomo di colore, gay e alcolizzato, si racconta davanti alla macchina da presa in un monologo inarrestabile: dalle esperienze come gigolò all'internamento in manicomio, passando per l'infatuazione nei confronti di Mae West, l'amicizia con Miles Davis e le velleità cabarettistiche. Definito dalla regista “una danza dell'ego umano in tutta la sua terribile e splendida nudità”, è uno dei capisaldi del New American Cinema e del cinema sperimentale e underground.

In occasione della mostra "Io sono una poesia – Parole sui muri e le arti negli anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia" al Museo Civico d'Arte di Modena.
Prima della proiezione, presentazione della mostra a cura del Museo Civico d'Arte di Modena.