Titolo originale: Komedie Elahi
Dopo “Kafka a Teheran” torna sugli schermi il regista iraniano Ali Asgari con “Divine Comedy”, una commedia geniale presentata a Venezia con grande successo che racconta con sottile ironia la dura vita dei registi non allineati in Iran e affonda con acutezza il coltello nelle piaghe che il regime islamico non riesce a sanare. Il protagonista, Bahram, è un regista che realizza film d’impegno, di cui le autorità vietano la proiezione pubblica dell’ultima opera. Cerca allora di trovare una soluzione muovendosi su uno scooter rosa insieme alla sua giovane produttrice dai capelli colorati. Trovare un luogo in cui poter proiettare la sua opera non sarà facile. Tutti temono il controllo delle autorità e vogliono evitare i guai. Inizia così una esilarante odissea tra luoghi e personaggi vari di Teheran che è una sorta di “Divina Commedia” all’incontrario, dal Paradiso all’Inferno. Dimostrazione che il saper far uso della satira sottile possa risultare più efficace dei pamphlet con attacchi frontali e drammatici.
