La Cordigliera dei sogni

La cordigliera dei sogni

Titolo originale: La Cordillère des songes

Nostalgia della luce: i corpi celesti che sovrastano i resti dei cadaveri nascosti. La memoria dell’acqua: il mare che riscatta, sineddoche della natura. E ora la terra, ovvero le Ande de La cordigliera dei sogni, con cui il cileno Patricio Guzmán conclude la trilogia cosmologica sulla memoria del suo popolo devastato dalla dittatura di Pinochet. “L’evidente necessità del ricordo” - come si diceva in Hiroshima mon amour - è il cuore di una struggente opera-mondo, stratificata e didattica nel senso più alto, che riflette su spazio e tempo: l’infinitamente piccolo dell’uomo si oppone all’infinitamente grande della natura. Nessuno come il quasi ottantenne maestro Guzmán - che ha abbandonato la madrepatria dopo il golpe del 1973, senza mai tornare a viverci - sa raccontare in modo così universale il dolore senza fine di una terra ferita a morte. Guzmán continua la sua potente riflessione incardinata sulla responsabilità civile e morale di chi è sopravvissuto e sente il dovere di restituire ciò che è stato a chi è arrivato dopo, dando voce ai morti attraverso il racconto dei superstiti. Golden Eye Award per il miglior documentario al Festival di Cannes 2019.