Maledetta primavera

maledetta primavera 1

Anni Ottanta. Nina si è trasferita da poco, e in fretta e furia, da una zona centrale di Roma al casermone periferico dove era cresciuta sua madre Laura. La madre litiga continuamente con il padre Enzo, che campa di espedienti improvvisandosi rivenditore di apparecchi fotografici di dubbia provenienza. Il fratellino Lorenzo è disorientato e si appoggia a Nina come a una seconda mamma, essendo quella vera esasperata da un marito che trascorre tutte le sere alla bisca con gli amici. Nella nuova scuola di suore - le uniche disposte ad accoglierla a fine anno - Nina incontra una ragazza della Guyana francese recentemente adottata da una donna italiana. E il legame fra queste due anime sole si rivelerà indimenticabile. La regista, con tatto, luce e sincerità, prende pezzi e quadri dalla sua memoria, e sceglie di ambientare il film in un’epoca nevralgica come quella a cavallo tra gli Anni Ottanta e Novanta: i colori, la musica, gli abiti, le vacanze spensierate. La sensazione che tutto stesse per cambiare per mutare in qualcosa di più distante, diverso e lontano: proprio com’è l’adolescenza.