No other choice - Non c'è altra scelta

NOC STI ADD Venice 1

Titolo originale: Eojjeolsuga Eobsda

3 CANDIDATURE AI GOLDEN GLOBES TRA CUI MIGLIOR FILM

Man-soo (a cui presta il volto un Lee Byung-hun in stato di grazia) ha lavorato per 25 anni presso un’azienda di produzione cartiera, ma il conglomerato che ha da poco acquisito la compagnia ha richiesto al dipartimento delle risorse umane di tagliare il 20% della forza lavoro, all’interno della quale rientra anche il protagonista di No Other Choice. L’uomo, una volta congedato, entra in uno stadio di totale sfasamento, sia perché gli è stata sottratta la sua identità di “salaryman aziendalista”, sia perché da quel momento viene progressivamente abbandonato dalla società, essendo poi costretto ad accettare lavori sottopagati e per nulla in linea con le sue qualifiche. Ma dopo diversi mesi individua finalmente quell’impiego che gli consentirà di ritornare al suo status (sociale, e anche familiare) precedente: e per poter “battere” la concorrenza e massimizzare le sue possibilità di assunzione, decide di farsi giustizia da solo, escogitando così dei piani – il più delle volte ridicoli – che lo portino ad eliminare fisicamente i suoi avversari/omologhi. Se il cineasta si allontana qui dalla radicalità dei vari Old Boy, Thirst o Lady Vendetta, è altrettanto vero che lo spirito distintivo del suo cinema viene assolutamente preservato. Tanto che il vertiginoso slancio energetico con cui Park, grazie ad un organico connubio di messinscena virtuosistica e montaggio sincopato, arriva ad innervare le narrazioni di un ritmo quasi stordente qui è sempre presente. Specialmente nelle scene più altisonanti e sopra le righe, che sembrerebbero a questo punto estendere lo spartito espressivo di Park ben oltre il suo solito (e già altamente influente) perimetro poetico.