Una ragazza brillante

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Titolo originale: Diamant brut

La diciannovenne Liane, temeraria e incandescente, vive con madre e sorellina sotto il sole polveroso di Fréjus. Ossessionata dalla bellezza e dal bisogno di diventare qualcuno, vede nei reality show e nei social network la possibilità di essere amata. Il destino sembra sorriderle quando viene convocata dalla responsabile casting di un programma televisivo che si chiama “Miracle Island”. Bastano pochi dettagli ad Agathe Riedinger per tratteggiare il carattere e le abitudini quotidiane della giovane protagonista del film con cui esordisce alla regia di un lungometraggio entrando dalla porta principale, vale a dire il concorso del Festival di Cannes. Dopotutto il titolo originale recita con fin troppa adesione al didascalismo chi sia Liane per Riedinger: un diamant brut, un diamante grezzo che cerca di farsi ammirare, amare a distanza visto che chi dovrebbe garantirle affetto e protezione – la madre – non può certo definirsi come la persona più affidabile in circolazione. Una quasi ventenne che vuole la sua libertà, la reclama a gran voce, ma non sa d’altronde trovarla se non nell’illusione dei social network, ricorrendo a Instagram per proporsi al mondo. Eppure, quando si trova a tu per tu con la responsabile casting del reality show Miracle Island (che ovviamente l’ha notata su Instagram), Liane dichiara che vorrebbe prendere parte al programma televisivo che si svolgerà in Florida soprattutto per potersi mostrare al mondo così com’è, senza filtri, lei che di filtri vive. Proprio l’attesa estenuante del responso da parte del programma produrrà in Liane una inevitabile ansia sempre crescente, tra l’ipotesi di poter finalmente mettere le mani sul sogno tanto agognato, e il rischio che il mondo le crolli addosso una volta per tutte.