La Voluntaria
Marisa, una dottoressa da poco pensionata, per sfuggire alla sua routine insignificante, si offre come volontaria in Grecia per lavorare con i bambini rifugiati.
Marisa, una dottoressa da poco pensionata, per sfuggire alla sua routine insignificante, si offre come volontaria in Grecia per lavorare con i bambini rifugiati.
In fuga da Phoenix con 40mila dollari nella valigia, Marion Crane (Janet Leigh) finisce nel motel di Norman Bates (Anthony Perkins), giovane timido con l’hobby della tassidermia e del voyeurismo, e una madre autoritaria della quale si sente solo la voce.
Emmi (Brigitte Mira), donna delle pulizie vedova e sessantenne, si innamora del marocchino Ali (Ben Salem), di 29 anni più giovane, e lo sposa, con grande scandalo di figli e colleghi di lavoro. Variante di “Secondo amore” di Douglas Sirk, dove una ricca vedova si innamorava di un giardiniere.
Inizi del XXI secolo. Per fronteggiare un’economia collassata, il Giappone legalizza un reality show dove liceali vengono sorteggiati tramite lotteria e spediti su un’isola a massacrarsi a vicenda. Tocca ai 42 studenti della classe B della scuola Zentsuji: alcuni cercheranno di ammazzarne il più possibile, altri tenteranno di sopravvivere usando meno brutalità possibile, come il coraggioso Shuya e l’ingenua Noriko.
Ramon e Celine, lui spagnolo, lei francese, sono sopravvissuti all’attacco terroristico al teatro Bataclan di Parigi, la sera del 13 novembre 2015. Da allora la loro vita non è più la stessa, entrambi vivono il trauma a proprio modo e occupano mondi differenti.
Sanluri, seconda metà del 900. L’anziano contadino Raffaele prepara la sua terra per l’arrivo di quel vento, “bentu” nel dialetto sardo, che “libera il grano dalla paglia” in modo naturale, al contrario della trebbiatrice meccanica che appartiene ai padroni.
Parigi 1898: per amore della bella prostituta Maria detta “casco d’oro” (Simone Signoret), il carpentiere Georges Manda (Serge Reggiani) uccide in un duello il suo protettore, ma viene coinvolto in un gioco di ricatti e denunce che lo porterà al patibolo.
Il cadavere di una ragazza in una vecchia vasca da bagno in mezzo alla campagna modenese. Un’altra ragazza, sua gemella, la osserva. La loro storia si riavvolge da qui.
La storia è quella di Mattia, un adolescente, insofferente alle regole. È uno di quelli che dalla classe vengono regolarmente sbattuti fuori, uno di quelli che certi adulti si limiterebbero a definire “come tutti gli altri”, uno di quelli che “è intelligente ma non si applica”.
Franz (Fassbinder), un piccolo protettore che sfrutta Johanna (Hanna Schygulla), si innamora del killer (Ulli Lommel) che il sindacato gli ha messo alle calcagna, e progetta con lui la rapina di una banca.
Ventenne caotica e goffa, aspirante fumettista squattrinata, amante della birra e del sesso, abituata a parlare disinvoltamente di ogni sua funzione corporale, Rakel è ancora gioiosamente in cerca di sé, ma ora, essendosi trovata incinta ha meno di tre mesi per decidere che fare dell’ingombrante inquilino (il babyninja) una volta partorito
Ai margini d’Italia c’è Grosseto. E tutto un cinema toscano decentrato che da sempre gioca con l’idea delle “Fughe da fermo” e dei rimpianti strozzati in gola come un “Ovosodo”.
Giunto in un villaggio di confine per seguire a distanza le riprese di un nuovo film, Jafar Panahi deve fare i conti con una storia d’amore che alimenta i rancori dei residenti, e allo stesso tempo deve confrontarsi con un altro rapporto di coppia tormentato sul set.
Il tempo sembra scorrere lentamente nella lontana terra incrinata e arida dell’Altiplano boliviano, dove un’anziana coppia quechua, Virginio e Sisa, porta avanti un’umile routine. Quando il nipote Clever si presenta alla loro porta, Virginio si accorge subito che è lì solo per convincerli a trasferirsi in città.
Il film prende spunto dalla rilettura filologica di A noi! di Umberto Paradisi, prodotto nel 1923 come documento ufficiale del Partito Fascista sulle giornate che portarono Benito Mussolini alla guida del primo governo dell’era fascista.
Breve e burrascosa storia d’amore, a Parigi, tra l’omicida di un poliziotto (Belmondo) e una studentessa americana (Seberg), prima che lei si stufi e lo denunci. Il film-bandiera della Nouvelle Vague, il manifesto del cinema che piaceva ai giovani redattori dei “Cahiers du Cinema”
Breve e burrascosa storia d’amore, a Parigi, tra l’omicida di un poliziotto (Belmondo) e una studentessa americana (Seberg), prima che lei si stufi e lo denunci. Il film-bandiera della Nouvelle Vague, il manifesto del cinema che piaceva ai giovani redattori dei “Cahiers du Cinema”
Il giorno dopo il matrimonio, Hermann Braun (Klaus Lowitsch) parte per il fronte lasciando sola la moglie Maria (Hanna Schygulla). Per sopravvivere, Maria diventa l’amante di un soldato americano nero (George Byrd), che uccide al ritorno del marito.
La giovane Effi (Hanna Schygulla) langue sul Baltico sposata a un barone molto più vecchio di lei. Dopo 6 anni viene a galla la sua breve relazione con un militare (Ulli Lommel), ed è l’inizio della catastrofe.
In scena c’è una famiglia della classe media e un imprevisto: un decesso, che porta con sé, per la protagonista e il marito, anche l’incontro con un uomo del passato, il padre biologico del loro bambino, un “teorema” da un paese straniero, dai margini, da un mondo che comunica in maniera differente, ma in fondo perpetua lo stesso fare patriarcale