Samp è un killer di professione che, su richiesta di un potente boss, uccide donne, vecchi e bambini. L’uomo Samp è affetto da turbe psicologiche che tenta di curare con la musica. Dopo aver ammazzato la madre vaga nella terra di Puglia ed incontra personaggi alla ricerca delle proprie origini.
Poche ore prima di celebrare il suo matrimonio nella tenuta del padre, Laura si concede una passeggiata in solitudine ritrovandosi a una festa insolita. La musica e l'atmosfera la distraggono per un attimo dai suoi pensieri fino a quando qualcosa di inaspettato cambia drasticamente il corso della serata.
Il film è un documento che nasce per eccesso di zelo in un’indagine sulla gente che vive la via. Narra di razzismo e insofferenza attraverso il canto che mostra la dolcezza di un ritmo dimenticato. L’insolita realtà raggiunge picchi performativi quando i problemi personali e sociali si intrecciano.
In una zona periferica di Londra, Bela e Jota, una coppia portoghese con tre bambini, fatica a far quadrare i conti. Quando a scuola si verifica un malinteso con la loro figlia sorda, i servizi sociali si mostrano preoccupati per le condizioni in cui vivono i bambini.
L'esordio della regista portoghese è una meditazione sulla perdita e l'assenza – quella di due madri – in cui le parole accompagnano senza un legame diretto immagini dalle forti suggestioni pittoriche.
Che cos'è la memoria? Per Annie Ernaux, che pubblica “L'evento” nel 2000, a quasi 40 anni dall'aborto clandestino vissuto da studentessa nel 1963 e rivissuto nel presente durante la stesura del libro, è innanzitutto un fatto materiale. Una sensazione violenta che sopraggiunge a più riprese, cogliendola alle spalle e costringendola a mettere a fuoco sulla pagina un tempo lontano e sfocato ma ancora prepotentemente pulsante della sua vita, dentro al quale deve reimmergersi, perché si compia l'auspicio di Michel Leiris, riportato in esergo, “che l'evento diventi scritto, che lo scritto diventi evento”.
Il film segue l'attore Lee Kang-sheng nel corso di una lunga giornata che prelude a un incontro amoroso in un hotel. Il tempo scorre lentissimo nell'attesa della sera e poi si conclude nella notte in un piccolo ristorante, Il film, in fondo, è un anti melodramma. Il racconto di un desiderio che si stempera nell'attesa più ordinaria, fra mansioni quotidiane.
Il film prova a raccontare un pezzo d'Italia, e quindi di “mondo”, attraverso la voce dei “giovani”, categoria antropologicamente sfuggente, sociologicamente insidiosa, ideologicamente problematica. Un viaggio-inchiesta nel paese, sulla scia di Pasolini, attraverso e dentro le sue pieghe, lasciandosi guidare da un sentimento genuino di curiosità e desiderio d'incontro.
Sognando di vivere grandi avventure e di difendere la propria patria, un giovane portoghese si arruola nell'esercito durante la Prima Guerra Mondiale e viene mandato al fronte in Mozambico, Africa.
Estate 1975. Una tredicenne diventa, senza che nessuno chieda il suo consenso, l'arminuta, cioè la ritornata. Fa cioè ritorno a una famiglia biologica di cui non sapeva nulla. Passa da un'agiata esistenza piccolo borghese a una vita nelle campagne abruzzesi in cui regnano la povertà e la mancanza di cultura.
Nel 1971, la versione di “Antigone” di Liliana Cavani, “I cannibali”, portava la tragedia greca nell'Italia minacciata dalla strategia della tensione. Oggi, in era di immigrazioni, stati di polizia e comunicazione di massa, con meno visione politica ma altrettanto ardore militante, Deraspe fa di Antigone un'algerina emigrata in Canada che dopo l'uccisione di un fratello da parte di agenti e l'arresto dell'altro, si sostituisce a quest'ultimo e va in carcere al posto suo.
Il grande regista Feredrick Wiseman ha dichiarato: “La mia ricerca sulle istituzioni sociali e sulle persone si basa soltanto sulla forza dell'osservazione”. Aiello con il suo film mette alla prova l'efficacia di questa “buona pratica” registica confrontandosi con una situazione incandescente
Un'artista fa amicizia con il ladro che ha rubato i suoi quadri. Diventa la sua più stretta alleata quando viene gravemente ferito in un incidente d'auto e ha bisogno di cure a tempo pieno, anche se i suoi dipinti non vengono ritrovati. Ma poi le cose cambiano.
Un piccolo film che sa affrontare grandi temi quali l'infanzia e il timore della perdita. La nonna di Nelly, che ha 8 anni, muore in una casa di riposo. Lei e i genitori raggiungono quella che era la sua abitazione per sistemarla per una probabile vendita.
Negli studi della Victorine, a Nizza, il regista Ferrand gira un film hollywoodiano: dal primo ciak fino all’ultimo giorno di riprese i problemi produttivi si mescolano con le storie private e le fragilità psicologiche dei vari membri della troupe.
Cocco e Stefano sono due amici improbabili legati da un unico obiettivo: arrivare a Samarcanda. Cocco ha 73 anni e un passato tormentato di carcerato per omicidio, è affetto dal morbo di Crohn ed è l’unico abitante di Pozzis, un paese abbandonato sulle montagne friulane. Da sempre sogna di partire verso est in sella alla sua Harley Davidson del 1939.
Il film ripercorre le orme tematiche dello stereotipo di genere, focalizzandosi sulla storia della donna araba Samia. Non sposata e in attesa di un figlio, la protagonista è assunta da Abla, donna e madre metodica.
Il concetto chiave del film non è “resilienza”, parola che il protagonista del film, il sindaco di Boston, ripete ad ogni discorso tra i tanti che gli sentiamo fare nel film, quanto “trauma”. La capitale del Massachussets per Wiseman è la città nata dal Boston Tea Party e squarciata recentemente dall’attentato della maratona del 2013 (due momenti esplicitamente ricordati nel film), abituata a sopravvivere a traumi interni, nazionali e anche dal fronte, e a farli diventare parte delle proprie strade e delle proprie mura.
In un futuro non lontano, in una città che è Taranto, branchi di bambini in clandestinità vivono braccati da una polizia speciale. Li guida con durezza Testacalda, un adulto piratesco, ma il pischello Mondocane ha il segno del comando. Piccolo miracolo italiano che vede insieme due produttori assai diversi, Matteo Rovere acclamato regista di film di genere e Gianluca Curti di Minerva.