Mondocane

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In un futuro non lontano, in una città che è Taranto, branchi di bambini in clandestinità vivono braccati da una polizia speciale. Li guida con durezza Testacalda, un adulto piratesco, ma il pischello Mondocane ha il segno del comando. Piccolo miracolo italiano che vede insieme due  produttori assai diversi, Matteo Rovere acclamato regista di film di genere e Gianluca Curti di Minerva. Il connubio funziona, e molto del merito sta nel manico, il regista Alessandro Celli che ha scritto una bella storia insieme a Antonio Leotti e ha saputo trovare le facce giuste (bravissimi i bambini, in particolare Dennis Protopapa nel ruolo di Mondocane). Il film poi ha una sua originalità nel panorama italiano, nonostante le molte derivazioni a partire dai rimandi al postatomico di Castellari e Martino. L’idea di una distopia a Taranto è ottima – l’Ilva e il porto sono già fantascienza in atto e della più cupa – e Alessandro Borghi in versione Long John Silver azzecca il personaggio. Finalmente un film italiano con il coltello tra i denti.

Al termine della proiezione incontro con il regista ALESSANDRO CELLI

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