Lontano Lontano

Lontano Lontano 2019 Gianni Di Gregorio 6

Dei suoi film Di Gregorio è autore e protagonista. Per questo piace immaginarseli specchi e spicchi di vita. Il figlio di mezz'età di Pranzo di ferragosto ha portato con naturalezza al pensionato con famiglia a carico di Gianni e le donne e al quasi pensionato che vede l'agognata fine lavoro allontanarsi in Buoni a nulla. Ora tocca a un altro pensionato, un ex insegnante di latino spiaggiato in una Roma estiva e indolente, con la quale è tutt'uno al punto che, se si ferma a prendere fiato per strada, una coppia di turisti giapponesi lo fotografa come fosse un monumento. Ha un bel dire che se ne andrebbe volentieri a vivere altrove, istigato, con l'amico Giorgetto (Giorgio Colangeli, una vita di attese agli sportelli e di recriminazioni verso il fratello fruttarolo), dallo scafato robivecchi Attilio (Ennio Fantastichini, all'ultimo film prima dell'improvvisa scomparsa). Forse preferirebbe restare, nonostante i soldi della pensione che non bastano mai e il senso di una marginalità subita, magari per conquistare la bella signora che beve sola ogni sera nella su vineria del cuore. Perché in fondo lui e gli altri due amici, irresistibili flaneur della terza età, seguiti con furba discrezione dalla mdp, sono ancora un po' “ragazzi”, come li chiama il buffo professore (Roberto Herlitzka) prodigo di consigli su dove andare lontano lontano a vivere meglio, il prezzo della birra quale misura di tutte le cose. Ma a partire sarà un ragazzo “vero”, un giovane nero del Mali, al quale pagheranno il viaggio verso il Canada e il futuro. Un gesto di umanità, con una punta evidente di retorica, che, però, non dispiace di questi tempi.

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