La Cinese

la cinese

Titolo originale: La Chinoise

In un appartamento parigino cinque giovani organizzano la cellula marxista-leninista Aden-Arabia, scrivendo slogan sui muri, leggendo il libretto rosso di Mao e discutendo, per poi passare goffamente all'azione. Forse il più noto film di Godard, che qui utilizza alcuni procedimenti stilistici che si sono identificati col “godardismo” (la conservazione del ciak all'inizio delle riprese, la sottolineatura del “cinema nel cinema” con scene in cui si vede l'operatore Coutard intento alle riprese, didascalie con funzioni di straniamento brechtiano, lo stesso regista che interroga fuori campo un attore) e rivaluta le teorie di Ejzenstejn sul montaggio. Godard mette costantemente in rapporto tra loro le forme visive della cultura contemporanea e numerosi riferimenti letterari con la realtà che dà vita a quelle forme. E filmando i brandelli di un mondo che comincia a trovare un senso unitario nella politica, il regista anticipa la tensione utopica che annuncia la rivolta studentesca del '68. Tuttora sconvolgente il dialogo tra la studentessa Veronique e Jeanson (filosofo sartriano), dove la lucidissima logica politico-rivoluzionaria del secondo sottolinea il velleitarismo teorico della prima e dei gruppuscoli filo-cinesi.

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