Miss Marx

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Donna notevole che la Storia ha relegato al ruolo marginale di “figlia” e “divulgatrice” del pensiero e delle opere del padre: Eleanor, la terza figlia (e forse la prediletta) di Karl Marx, traduttrice in inglese di Flaubert e di Ibsen, impegnata soprattutto nella rivendicazione dei diritti delle donne e contro il lavoro minorile. Ancora una volta la Nicchiarelli affronta il ritratto di una donna “anomala”, consapevole delle contraddizioni sociali e personali, ma nello stesso tempo irresistibilmente soggetta proprio a quelle contraddizioni, passata, un po' come Nora di Ibsen, dall'influenza del padre a quella del compagno, l'attivista inglese Edward Aveling, donnaiolo e dalle mani bucate. E' giustamente femminile e sensibile ai fiori e sorda alle bugie, anche se sa che buona parte della sua storia personale, anche passata, è la negazione di quelle idee. Mèlo raffreddato dalla compostezza vittoriana nella quale si svolge, il film si scalda con tocchi visivi dickensiani (i bambini negli slum, le donne al lavoro) o byroniani (oppio e atmosfera da Villa Diodati, Shelley citato come proto-socialista), e soprattutto sul volto della brava, combattiva e indifesa Romola Garai e, durante il funerale di Engels, sull ?Internazionale cantata in francese che vira al punk.

A seguire incontro con l'autrice Susanna Nicchiarelli

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