Spaccapietre

SPACCAPIETRA KASH0419

Il film è un'epopea tragica in minore che mette al centro la figura di un padre e di un figlio che perdono la donna per loro più cara e precipitano nell'inferno dei braccianti a giornata vessati da caporali e padroni deformati dall'avidità.  Dopo un grave incidente sul lavoro Giuseppe è disoccupato. Suo figlio Antò sogna di fare l'archeologo e pensa che l'occhio vitreo del padre sia il segno di un superpotere. Sono rimasti soli da quando Angela, madre e moglie adorata, è morta per un malore mentre era al lavoro nei campi. Senza più una casa, costretto a chiedere lavoro e asilo in una tendopoli insieme ad altri braccianti stagionali, Giuseppe ha ancora la forza di stringere a sé Antò, la sera, e raccontargli una storia. Gli ha promesso che un giorno riavrà sua madre e rispetterà quella promessa a qualunque prezzo. Alla fine ci sarà la resa dei conti tra padre e figlio da un lato e i padroni crudeli dall'altro. Un'opera seconda che come già il precedente film mostra la libertà coraggiosa di due giovani autori rigorosamente in cerca della loro cifra attraverso una scrittura visiva nutrita di riferimenti colti, di una coscienza politica autentica, di un istinto cinematografico umanistico e umanitario. Una conferma dell'originalità e dell'autonomia di due registi che pensano e vivono organicamente il loro ruolo dentro e non fuori dal mondo, che fanno cinema non per costruirsi un'astrusa “wunderkammer” nella quale rintanarsi, ma come rischiosa esplorazione di sé attraverso il mondo.

Al termine della proiezione del 22 settembre incontro con i registi Gianluca e Massimiliano De Serio

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