Martin Scorsese ha prodotto Homebound, un’opera indiana che ha il grande respiro dell’epica hollywoodiana. Shoaib e Chandan, due ragazzi indiani rispettivamente musulmano e dalit, tentano come migliaia di altri giovani un concorso pubblico per diventare poliziotti e avere una vita dignitosa. Un anno dopo, ancora senza responso, sono ogni giorno vittime di discriminazioni e finiscono per dividersi quando Chandan ottiene finalmente il posto, mentre Shoaib è costretto a lavorare come galoppino in un ufficio. I loro destini saranno uniti fino alla fine, quando il coronavirus sconvolgerà ulteriormente le loro vite. La vicenda è insieme tragica e durissima: un atto d’accusa contro la società indiana contemporanea, impastoiata in conflitti di classe e casta e varie forme di razzismo, e un melodramma dei sentimenti su un fortissimo legame di amicizia.

