La ragazza d'autunno

La Ragazza dautunno 19

Titolo originale: Dylda

Il film è stato selezionato per rappresentare la Russia nella categoria per il miglior film in lingua straniera ai premi Oscar 2020, riuscendo a rientrare nella shortlist dei dieci semifinalisti. Ha vinto a Cannes il premio Un Certain Regard per la miglior regia. Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l'assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Iya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto si blocca, per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka. Ma quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c'è più. Spinta psicologicamente al limite dal dolore e dagli orrori vissuti, Masha vuole un altro figlio e Iya dovrà aiutarla a tutti costi.  Difficile pensare ad un uso del colore più elegante, eloquente ed emozionante, o ad un cinema che trasudi altrettanta verità, tanto che pare di sentirne l'odore, l'aria intrisa di polvere, gli sbalzi di temperatura tra esterni ed interni, il leggero graffio della lana grezza sulla pelle. Balagov, non ancora trentenne, allievo di Sokurov, si conferma senza dubbio uno dei registi più talentuosi della scena contemporanea, e questo secondo film, che segue l'acclamato Tesnota, lo ribadisce. Il film riporta prepotentemente la forma in primissimo piano, costruendo nelle scene chiave momenti indelebili di grande cinema, ad esempio nelle sequenze dell'ospedale e della vita domestica, nelle cucine condivise e nei pianerottoli di passaggio, in cui il gioco scolora nella tragedia.

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