Muffa

Titolo originale: Küf

Si conclude la programmazione stagionale della sala Truffaut e si conclude con l’ultimo appuntamento di “Spazio aperto – Inediti e riscoperte”. Viene proposto in prima visione esclusiva per la provincia il bellissimo film, distribuito dalla Sacher di Nanni Moretti, del regista turco Ali Aydin Muffa. Premio Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima al Festival di Venezia 2012 dove è stato presentato all’interno della Settimana della Critica. Basri è un uomo di 55 anni che lavora duramente come guardiano delle ferrovie, controllando a piedi ogni giorno chilometri di binari. Il suo pensiero fisso è però il ritrovamento del figlio scomparso misteriosamente diciotto anni prima, quando studiava all’università di Istanbul e venne fermato dalla polizia per attività antigovernative. Durante uno degli interrogatori che Basri subisce da funzionari stanchi delle sue richieste, quest’uomo silente racconta: della sua infanzia, della morte prossima da sempre, della moglie defunta, della solitudine. Della sua resistenza fisica inspiegabile, se non con una missione: attendere, cercare. Ancora, 14 minuti di camera fissa, la voce di Basri in monologo, poi un taglio sul suo volto, muto: le parole, che dettano frementi l’epica pervicace di un piccolo uomo, sopravvivono fuori campo, lontane dal labiale. Ed è in questo stralcio di cinema morale e tesissimo il senso ed estetico di “Muffa”, opera prima che narra di desaparecidos, dei vuoti creati dal governo turco negli anni 90, del dolore di chi è rimasto, dell’assenza di catarsi, di risposte. La geometria inflessibile mima la logica antiumanista del Potere, è la forma ricorrente con cui il cinema d’oggi e ieri s’esprime disperato, imploso, rassegnato, mentre nel freddo emotivo monta, s’affanna, arranca resistenziale una storia dostoevskijana, che vuole fortissimamente, che necessita di farsi raccontare.

Sito WEB del film

Link IMDB

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