Good Time

Good Time

Due fratelli a New York per i fratelli Safdie, una New York marginale, abbandonata alla miseria, dipendente e drogata, una New York priva di padri. Nick (interpretato da uno dei registi, Benny) è autistico. Connie (Robert Pattinson) lo sottrae ai servizi sociali. Per curarlo da sé: con una rapina da criminale piccolo piccolo. Tutto procede per il peggio. Tutto in una notte. Acidissimo. E letteralmente. Una sessione di parkour, nel marciume della Grande Mela, in un formicaio di strade, un labirinto, una gabbia. Un film tutto fretta, decisioni impellenti, reazione su reazione, sopravvivenza. Cinema ai minimi termini, cosciente fino alla maniera, classico perché basato sul succedersi delle cose, troppo agitato per essere introspettivo, troppo veloce per non essere espressionista, centripeto, per discernere i personaggi della città, la psicologia della sociologia, il realismo della coreografia dell’assurdo, gli strumenti del documentario dall’estetica al neon, il pedinamento della parabola.

Sito WEB del film

Link IMDB