Nomad – In cammino con Bruce Chatwin

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Titolo originale: Nomad: In the Footsteps of Bruce Chatwin

Durante gli ultimi anni della vita di Bruce Chatwin il regista tedesco Werner Herzog ha collaborato con lo scrittore inglese ad alcuni progetti e fra i due è nata un'amicizia istintiva e profonda. In Nomad Herzog ripercorre le tracce dei pellegrinaggi che Chatwin ha compiuto alla ricerca dell'anima del mondo, attraversando continenti con l'inseparabile zaino di pelle sulle spalle: quello zaino che ora appartiene ad Herzog, e che diventa il terzo protagonista del film. Nomad ci porta con sé alla ricerca del brontosauro, in Patagonia, davanti al relitto di una nave “fitzcarraldiana” a Punta Arenas, a Silbury Hill, nell'entroterra australiano e dentro caverne preistoriche o cimiteri indigeni: “luoghi” in cui i nostri percorsi si sono incrociati, o che avevamo esplorato indipendentemente l'uno dall'altro”, come ricorda il regista. Pochi registi raccontano la pietra, il ghiaccio, gli animali fantastici e le tribù millenarie, le bizzarrie del mondo e i paesaggi squilibrati come Werner Herzog. Pochi sanno commuoverci senza farci versare una lacrima, come del resto fa anche lui “affettuoso e distaccato” (così lo descriveva Chatwin) al ricordo degli ultimi giorni del suo amico malato, “l'unica persona con cui potevo avere una conversazione sull'aspetto rituale del camminare”. Pochi sanno trovare le connessioni segrete tra Paesi, popoli, testi, artefatti: come faceva Chatwin, che “era Internet prima che Internet esistesse”. E per tutta la narrazione Herzog tiene teso il filo fra la curiosità di un regista eternamente affascinato dai misteri e il rispetto per ciò che “non è fatto per essere filmato”.

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